martedì 4 settembre 2012

La morte di Michael Clarke Duncan - Addio, "John Coffey"

Non appena si è avuta la notizia, in pochi minuti, i più famosi social network si sono riempiti di messaggi di cordoglio provenienti da ogni parte del mondo. Simili dimostrazioni d'affetto appaiono forse utili per capire quanto il suo volto fosse entrato nel cuore di milioni di appassionati, travalicando i confini tra i cinefili più accaniti e gli spettatori occasionali; un viso, un corpo, un nome, un ruolo: quello di John Coffey, "come la bevanda Signore, ma scritto in modo diverso", protagonista de Il Miglio Verde, splendido film di Frank Darabont tratto da King e uscito nel 1999.

Michael Clarke Duncan è morto lunedì, a Los Angeles. Nel mese di luglio era stato colpito da un infarto. Sembrava in ripresa, ma improvvise complicazioni ne hanno provocato il decesso. Aveva 54 anni. Quando Darabont lo scelse per la trasposizione del romanzo kinghiano, Duncan era soltanto un attore semi-professionista: giocatore di football mancato, aveva lavorato infatti come guardia del corpo per Will Smith, prima di esordire in piccoli ruoli e ottenere una parte nel pessimo Armageddon. Eppure il regista rimase ammaliato di fronte a questo grande uomo dallo sguardo candido, e decise di azzardare, seguendo il consiglio di Smith e di Bruce Willis, affidandogli il ruolo dell'eroe ingiustamente condannato e dotato di salvifici poteri soprannaturali. Mai scelta fu più azzeccata: Duncan superò l'iniziale impaccio durante le riprese, entrò con l'anima nel personaggio, e sfoderò un'interpretazione vera, intensa, commovente, che gli valse la nomination all'Oscar, e soprattutto un piccolo ma significativo posto nella leggenda del cinema.

Da lì in poi la sua carriera è proseguita tra alti e bassi: lo abbiamo visto ne Il pianeta delle scimmie, in Daredevil, The Island, e in altre produzioni. La fama dell'attore è rimasta però sempre legata a quegli occhi tristi, alla purezza racchiusa in un corpo mastodontico, al tocco magico grazie al quale l'Angelo spuntato da chissà dove era in grado di allontanare gli oscuri pulviscoli del Male, al dolore universale racchiuso nelle parole pronunciate da colui che credeva di non sapere quasi niente, mentre invece sapeva più di tutti noi.


"Le ha uccise con il loro amore. E' così che va, ogni giorno, in ogni parte del mondo". 

"Sono stanco di andare sempre in giro solo come un passero nella pioggia. Stanco di non poter mai avere un amico con me, che mi dica dove andiamo, da dove veniamo e perché. Sono stanco soprattutto del male che gli uomini fanno ad altri uomini".

Riposa in pace, gigante buono. Non ti dimenticheremo mai.

5 commenti:

Babol ha detto...

Ho letto stamattina la notizia, non nego che mi è salito un certo magone.
In primis, per Coffey, ma anche perché una simile fisicità e bravura, pur negli infimi ruoli che gli hanno affidato in seguito, sono rare da trovare nel cinema odierno.

Alessio Gradogna ha detto...

Hai ragione. Dopo "Il Miglio Verde" avrebbe meritato ben altra carriera, per come sapeva accompagnare alla sua dirompente fisicità una sorprendente intensità espressiva.

Alessandra ha detto...

Mi ha preso male, giuro...

Ale55andra

Alessio Gradogna ha detto...

A chi lo dici. Qualche mese fa ho trascorso diverse giornate a lavorare proprio sul film "Il Miglio Verde", analizzandolo dal punto di vista critico, minuto per minuto, scena per scena, per un libro incentrato su Frank Darabont. Di conseguenza, inevitabilmente, il volto di Duncan mi si è stampato nell'anima come e più che mai, e questa notizia mi ha davvero scosso.

Armando ha detto...

Ciao Alessio.
Effettivamente questo attore è rimasto legato al gigante dagli occhi tristi de "Il miglio verde", anche se poi ha fatto altro.
Me lo ricordo in qualche film d'azione, ma come duro non era altrettanto convincente, nonostante il fisico massiccio.
Ci sono facce che non ti si staccano più di dosso, come spettatore, e ruoli dai quali non si esce più, come attore.
Per Duncan è stato proprio così.
In questo modo, comunque, conserverà un posto nella galleria dei personaggi indimenticabili per quel film, per altro molto bello: non è poco, e non molti attori, forse, potranno dire altrettanto una volta scomparsi.
RIP.