sabato 23 febbraio 2013

CÉSAR 2013 – Amour, un trionfo annunciato


Amour domina, vince, conquista tutto. Come previsto, è stato il film di Haneke, già Palma d'Oro a Cannes e probabilissimo Oscar come miglior film non in lingua inglese, a trionfare nella trentottesima edizione dei César, il maggior riconoscimento del cinema francese. Cinque premi, i più importanti: film, regia, attore e attrice protagonisti, sceneggiatura originale; un en plein riuscito l'ultima volta a Truffaut con Le dernier métro, trent'anni fa. 
Un successo atteso, inevitabile, come dodici mesi fa per The Artist, che ha lasciato le briciole agli avversari, se si esclude l'integerrimo Jacques Audiard, l'autore più premiato in Francia nelle ultime due decadi, capace anche ieri di portarsi a casa quattro trofei per il suo De rouille et d'os (adattamento, montaggio, musiche, attore "emergente").
Chiude a zero, senza gioie, con una sconfitta  netta e piuttosto clamorosa, Camille Redouble, nonostante la bellezza di 13 nominations, e purtroppo resta a secco anche il capolavoro di Leos Carax, Holy Motors, numero uno nella nostra classifica dei migliori film del 2012. La stessa identica cosa, per quanto ci riguarda, era accaduta lo scorso anno con La guerre est déclarée.
In una cerimonia come sempre ben condotta da Antoine De Caunes, dai toni divertenti ma tutto sommato abbastanza sobri, e caratterizzata da molte assenze solo in parte giustificate (lo stesso Haneke, Carax, Trintignant, Huppert, Desplat), il momento più bello è stato la consegna del premio a Emmanuelle Riva, con tanto di commovente standing ovation da parte di tutto il teatro. 


Da parte nostra, abbiamo applaudito con fervore anche le meritatissime vittorie ottenute come attori non protagonisti dalla dolcissima Valérie Benguigui (nella foto in alto) e da Guillaume De Conquedec, premiati per le ottime prove fornite in Le Prènom (Cena tra amici), ed è stato emozionante anche il premio assegnato a Cyril Mennegun come miglior opera prima per il doloroso e riuscitissimo Louise Wimmer, di recente visto durante il My French Film Festival.
Infine, segnaliamo i tre prevedibili premi tecnici (fotografia, costumi, scenografie) vinti da Les adieux à la reine, e la vittoria come miglior film d'animazione di Ernest e Celestine, distribuito in Italia dalla benemerita Sacher di Moretti.


Al termine di un anno straordinario per il cinema francese, la notte dei César non ha riservato dunque grandi sorprese: un palmares più spalmato ed eterogeneo avrebbe forse reso maggiore giustizia alla diversità di tematiche e stili in gara.

3 commenti:

Marco Goi - Cannibal Kid ha detto...

che palle, 'sto amour.
meno male che hanno dato quattro premi anche alle ruggini e ossa

Jenny De Cicco ha detto...

Non lo so, mi sento affascinata da Amour, Goi non essere sempre così cannibale! :P

Alessio Gradogna ha detto...

E' vero, sta facendo incetta di premi lasciando le briciole agli altri; ma non certo senza meriti, essendo un grande film.